22 / 05 / 2008
Ogni volta che entro in una classe superiore che sia di 2° o di 4° provo un po’ di sconforto.
Gli alunni si accomodano ai loro posti in posizione d’ascolto attivo o passivo non importa perché la programmazione deve essere portata a termine.
Gli studenti più diligenti ascoltano attivamente con lo scopo di ricevere un bell voto (mostrandosi interessati). Altri meno interessati fanno silenzio con la speranza che l’ora trascorra velocemente. Alcuni non seguono disturbando di continuo.
Ma purtroppo è proprio il sistema scolastico a creare questi mostri.
Bisognerebbe abituare gli studenti a lavorare in autonomia permettendogli di usare l’insegnante come mentore piuttosto che come oratore detentore della conoscenza universale.
23 / 05 / 2008
Nel laboratorio di didattica della matematica ho potuto apprendere un metodo d’insegnamento insolito, ma altamente produttivo.
Il Professore non si pone come detentore delle competenze matematiche, ma invita gli studenti a lavorare in gruppo, lasciando che giungano da soli all’acquisizione di competenze specifiche tramite un lavoro di ipotesi, prove ed errori e di risoluzione (soddisfazione) finale.
Un tale metodo d’insegnamento permette ad ogni singolo studente di metterete in atto strategie cognitive differenti e di condividerle con gli altri ad alta voce.
Lo studente non ha paura di dire qualcosa di sbagliato ad un proprio compagno e quindi partecipa con entusiasmo e motivazione.
A mio avviso il lavoro scolastico gestito dagli studenti tramite attività laboratoriali riduce al minimo l’ansia che vive un ragazzo quando si trova di fronte ad un nuovo argomento, diminuendo così al minimo la paura di sbagliare e stimolando il gusto della scoperta e dell’apprendimento.
24 / 05 / 2008
Solo un insegnante assertivo o positivo può accrescere negli studenti la motivazione ad apprendere.
Uno dei problemi in ambito didattico nell’Istituto in cui insegno è l’apprendimento della Matematica.
Molti studenti vanno male nella suddetta materia, un mio collega si interroga, frequentemente, sul perché di una simile disfatta (ovvia risposta di alcuni colleghi “perché gli studenti non studiano a casa”).
Ma è proprio così? Oppure gli alunni dopo l’ennesima sconfitta abbandonano lo studio di una materia così affascinante?
Allo stato attuale e alla luce degli studi Universitari che sto affrontando e grazie ai quali diventerò un’insegnante di Scuola Primaria, ritengo che sia importante che gli insegnanti diano anima al proprio lavoro, siano preparati e si preoccupino non solo dell’apprendimento delle discipline, ma anche della crescita e della serenità dei propri alunni.
Condivido pienamente l’espressione che “l’interesse per lo studio sia qualcosa che l’insegnate deve far nascere, coltivare e crescere” nei propri scolari, dal momento che, se quest’ultimi non dovessero amare a sufficienza la scuola, gran parte della responsabilità sarebbe da addebitare all’insegnante.
La maggior parte dei compiti che, ogni giorno, ci troviamo a svolgere, richiedono ragionamenti matematici.
Credo che la matematica sia una delle discipline più importanti esistenti in ambito scolastico perché è davvero capace di preparare gli alunni a riflettere e risolvere problemi della vita reale.
Arricchire il bagaglio scientifico-matematico significa fornire agli studenti uno strumento indispensabile per affrontare, con autonomia e consapevolezza, le diverse situazioni di vita.
sabato 24 maggio 2008
giovedì 15 maggio 2008
Scuola Attiva, o attivismo scolastico……..un Utopia?
Chissà se tra noi docenti delle scuole Superiori si nasconde una futura Montessori!!!!!!!!!!
Attendiamo con ansia le nuove normative ministeriali per capire se qualcosa cambierà!!!!!!!!!!!!
Mi sono sempre posta la domanda perché voglio fare l’insegnante?Oggi mi rendo conto che il mio desiderio di fare l’insegnante ha origini antiche. Ho avuto la fortuna di realizzare un percorso scolastico abbastanza felice. Il numero di ore trascorse a scuola sono sempre state numerose.
Eppure a differenza delle esperienze di molte persone sono sempre andata volentieri a scuola, ho sempre utilizzato la scuola come luogo in cui imparare, conoscere e socializzare. Ho avuto la fortuna di incontrare alcuni ottimi insegnanti, preparati sia professionalmente sia nella relazione didattica.
La scuola, elementare, media e superiore per me era innanzitutto sinonimo di insegnante. Non esisteva la matematica ma l’insegnante di matematica, non esisteva l’italiano ma l’insegnante di italiano.
Parlo della capacità d’insegnamento di alcuni miei docenti che non hanno visto in me un vuoto contenitore da riempire con il loro rimasticamento soggettivo di ogni singola materia, ma sono stati capaci di rendermi partecipe attivamente del percorso d’apprendimento da svolgere con il loro valido supporto.
Non ho mai avuto problemi ad andare la scuola, ma alcuni docenti sono stati capaci di renderla noiosa.
Parlo delle lezioni cattedratiche monotonali, di quegli insegnanti che sanno tutto loro che non danno spazio alle conoscenze pregresse degli alunni e alla loro creatività!
Nello svolgere i compiti a casa mi applicavo con maggior impegno in quelli dove l’insegnante rappresentante quella materia era in sintonia con il mio stile d’apprendimento, mi stimolava a far sempre meglio, ed inoltre riuscivo anche a rilassarmi, divertirmi e quel che è bello riuscivo a farli benissimo senza grandi sforzi.
In poche parole gli insegnanti in questione erano in grado di motivare il senso dell’apprendere.
Ho sentito docenti lamentarsi perché i loro studenti sono poco autonomi, ma come può un alunno diventare autonomo se non si insegna a diventare autonomi attivamente?
Ho sentito docenti lamentarsi perché i loro studenti sono poco autonomi, ma come può un alunno diventare autonomo se non si insegna a diventare autonomi attivamente?
Qualcosa deve cambiare ed in fretta!
I cambiamenti costano fatica, ci sono docenti prossimi alla pensione che utilizzano lo stesso metodo d’insegnamento dall’inizio della carriera (cattedratico, seduti sul loro trono) fanno fatica ad adeguarsi ai diversi stili d’apprendimento di ogni singolo alunno, e quindi ritengono che sia meglio omologare piuttosto che esaltare le differenze.
Dal canto loro gli studenti resi passivi dal sistema si convincono di essere stupidi e decidono di mollare gli studi.
La Scuola dovrebbe trasformarsi in un grande laboratorio dove ogni studente dovrebbe sentirsi l’artefice del proprio apprendimento………………………………………………………………
giovedì 17 aprile 2008
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